Le imprese operanti nel Regime di Zona Franca in Costa Rica possono acquistare determinati beni sul mercato locale avvalendosi delle esenzioni fiscali previste dalla Legge n. 7210 e dal relativo regolamento. Tuttavia, tale beneficio fiscale non significa che tali beni possano successivamente essere destinati liberamente al mercato nazionale senza valutarne le conseguenze fiscali.
Quando un bene acquistato localmente con esenzione cessa di essere destinato al regime, oppure si intende disporne in condizioni che comportano la sua immissione nel mercato nazionale, può essere necessario liquidare le imposte originariamente non versate.
Nella prassi, questo processo viene generalmente definito “nazionalizzazione” dei beni acquistati localmente.
Perché esiste questa procedura
Il Regime di Zona Franca consente ai propri beneficiari di acquistare determinati beni e servizi a condizioni fiscali speciali. La Legge n. 7210 riconosce importanti esenzioni per i beni necessari all’operatività delle imprese aderenti al regime, mentre il relativo regolamento disciplina gli acquisti effettuati sul mercato locale.
Il punto fondamentale è che l’esenzione è collegata alla destinazione autorizzata del bene.
Per questo motivo, quando tale destinazione cambia, non si dovrebbe presumere che l’esenzione originaria rimanga automaticamente valida.
Lo stesso regolamento della Legge sul Regime di Zone Franche stabilisce che l’uso improprio di materie, merci o servizi esenti consente al Ministero delle Finanze di procedere alla liquidazione dei tributi non versati, oltre a esercitare le altre azioni previste dall’ordinamento giuridico.
Non ogni acquisto locale richiede una nazionalizzazione
Questo è probabilmente il punto più importante.
Prima di avviare qualsiasi pratica, è necessario determinare come è stato acquisito il bene e cosa si intende farne.
Non sono equivalenti le seguenti situazioni:
- Vendere un bene in Costa Rica.
- Trasferirlo a un’altra impresa beneficiaria del Regime.
- Esportarlo.
- Distruggerlo.
- Restituirlo a un fornitore.
- Dismettere inventario.
- Disporre di un bene completamente ammortizzato.
- Oppure disporre di un bene originariamente acquistato pagando tutte le imposte.
Ad esempio, se il bene è stato acquistato localmente senza utilizzare un’esenzione, in linea di principio non vi sarebbero imposte originariamente esentate da liquidare in relazione a tale acquisto.
Per questo motivo, la prima domanda non dovrebbe essere “come nazionalizziamo il bene?”, bensì:
Questo bene è stato effettivamente acquisito utilizzando un’agevolazione fiscale, e qual è il trattamento giuridico applicabile al modo in cui ora intendiamo disporne?
Questa distinzione evita liquidazioni non necessarie e, allo stesso tempo, riduce il rischio di disporre in modo scorretto di beni che restano soggetti al regime.
Cosa verificare prima di presentare la richiesta
Una revisione adeguata dovrebbe ricostruire almeno quattro elementi.
- Origine del bene. Occorre identificare la fattura originale, il fornitore, la data di acquisto e il meccanismo utilizzato per applicare l’esenzione.
- Beneficio fiscale ricevuto. Occorre determinare quale imposta o imposte non siano state versate originariamente.
- Situazione attuale. Occorre stabilire se il bene rimane in inventario, è ancora un’immobilizzazione, è stato ammortizzato, è danneggiato, oppure sarà venduto, trasferito, distrutto o destinato a un altro uso.
- Destinazione proposta. La conseguenza fiscale può variare sostanzialmente a seconda di ciò che accadrà al bene.
Questa ricostruzione documentale è particolarmente importante perché le imprese di Zona Franca hanno obblighi specifici di controllo sui beni che beneficiano di esenzioni. L’articolo 19 della Legge n. 7210 richiede di mantenere registri delle operazioni relative a tali beni e di consentirne la verifica da parte delle autorità competenti.
Come si gestisce attualmente la pratica
Secondo le informazioni divulgate da PROCOMER e la normativa vigente della Direzione Generale delle Imposte (Dirección General de Tributación), la gestione avviene attualmente tramite l’Ufficio Virtuale del Sistema di Amministrazione Tributaria, TRIBU-CR.
La pratica corrisponde alla:
“Richiesta di verifica della liquidazione delle imposte esentate sugli acquisti locali.”
La Risoluzione n. MH-DGT-RES-0018-2025, emessa dalla Direzione Generale delle Imposte, ha stabilito le linee guida per la presentazione di richieste, istanze e quesiti tributari tramite TRIBU-CR, sostituendo il precedente schema basato su TRAVI. La risoluzione è entrata in vigore con l’attivazione di TRIBU-CR nell’ottobre 2025.
Ciò è rilevante perché esistono ancora documenti e riferimenti storici che menzionano TRAVI. Per le pratiche attuali occorre sempre verificare il canale vigente e non utilizzare automaticamente istruzioni precedenti.
Cosa verifica l’Amministrazione Tributaria in questa procedura
La pratica non dovrebbe essere intesa come una semplice autorizzazione a ritirare un bene dal regime.
Il suo scopo è consentire all’Amministrazione Tributaria di verificare la liquidazione delle imposte originariamente esentate, quando applicabile.
A seconda del caso, l’Amministrazione può quindi richiedere documentazione idonea a comprovare:
- L’acquisizione originale.
- L’esenzione applicata.
- L’identificazione del bene.
- L’imposta originariamente non versata.
- La base utilizzata per effettuare la liquidazione.
- La destinazione prevista per il bene.
- E qualsiasi altro elemento necessario a validare il calcolo.
La documentazione dovrebbe essere preparata prima di presentare la richiesta, e non ricostruita solo dopo una contestazione da parte dell’Amministrazione.
Un bene completamente ammortizzato smette di generare imposte con la nazionalizzazione?
Non necessariamente.
Uno degli errori più frequenti è presumere che un bene completamente ammortizzato in contabilità possa essere ritirato dal regime senza conseguenze fiscali.
L’ammortamento contabile e la determinazione delle imposte legate a un’esenzione seguono regole diverse.
Avvertenza importante
Il fatto che il valore contabile sia pari a zero non consente di concludere, da solo, che anche l’importo delle imposte da liquidare sia pari a zero.
Occorre analizzare la norma applicabile al bene, il beneficio originariamente utilizzato e la metodologia appropriata per determinare l’obbligazione tributaria.
Cosa succede se il bene viene venduto in Costa Rica
Qui occorre distinguere tra due situazioni che vengono spesso confuse.
Una cosa è la vendita al mercato locale di merci provenienti direttamente dal Regime di Zona Franca, per la quale esistono procedure doganali specifiche.
Un’altra cosa è la dismissione di un bene originariamente acquistato localmente con esenzione.
Il regolamento stabilisce che le vendite di beni da Zona Franca al territorio doganale nazionale sono soggette ai tributi e alle procedure proprie di un’importazione e, se applicabile, richiedono dichiarazioni doganali di uscita dal regime e di importazione definitiva.
Tuttavia, tale regola non deve essere applicata automaticamente a tutti gli acquisti locali esentati. Il percorso corretto dipende dall’origine del bene e dall’operazione che si intende realizzare.
Sei domande da rispondere prima di nazionalizzare
Da un punto di vista di controllo tributario e di Zona Franca, prima di presentare una richiesta conviene rispondere a:
- Il bene è stato effettivamente acquisito con esenzione?
- Quale imposta o imposte sono state esentate?
- Il bene è correttamente identificato nei registri di Zona Franca e in contabilità?
- Cosa si intende fare esattamente con esso?
- Esiste una procedura alternativa applicabile — esportazione, trasferimento, distruzione o altro — invece della nazionalizzazione?
- La liquidazione preparata può essere riconciliata con la fattura originale, i registri contabili e i controlli del regime?
Se una di queste risposte non è chiara, è opportuno chiarirla prima di presentare la pratica.
Rischi spesso trascurati
Il rischio di una nazionalizzazione errata non si limita all’importo dell’imposta.
Può anche generare incoerenze tra:
Contabilità ↔ registro cespiti ↔ inventario ↔ controllo beni esentati ↔ PROCOMER ↔ Amministrazione Tributaria.
Questa mancanza di coerenza può emergere successivamente in una verifica fiscale, in una revisione di PROCOMER, in un audit finanziario o persino in un processo di due diligence.
Per questo motivo, il fascicolo dovrebbe conservare non solo la richiesta presentata all’Amministrazione, ma anche la documentazione che spiega perché si è concluso che quella fosse la procedura corretta.
Un controllo semplice può prevenire una futura contingenza
Una buona pratica consiste nel mantenere un registro dedicato ai beni acquisiti in esenzione, che identifichi almeno i seguenti campi:
| Data di acquisto | Fornitore | Fattura | Descrizione | N. cespite o matricola | Imposta esentata | Ubicazione | Stato attuale | Destinazione finale | Documento di liquidazione |
|---|
Ciò facilita notevolmente qualsiasi successivo processo di dismissione, nazionalizzazione, distruzione o trasferimento.
Consente inoltre di dimostrare che l’impresa mantiene il controllo richiesto sui beni che beneficiano del regime.
Conclusione
La nazionalizzazione di beni acquistati localmente da un’impresa di Zona Franca non dovrebbe essere vista come una semplice formalità amministrativa.
La procedura inizia molto prima di accedere a TRIBU-CR.
Occorre prima confermare che il bene sia stato effettivamente acquisito utilizzando un’esenzione, determinare esattamente quale beneficio fiscale sia stato ricevuto e stabilire quale sarà la sua nuova destinazione.
Solo successivamente si dovrebbe preparare la relativa liquidazione e presentare alla Direzione Generale delle Imposte la “Richiesta di verifica della liquidazione delle imposte esentate sugli acquisti locali”, seguendo le procedure attualmente in vigore su TRIBU-CR.
La migliore prassi è mantenere una tracciabilità completa tra la fattura originale, l’esenzione, la registrazione del bene, la contabilità e la sua destinazione finale.
In Zona Franca, la tracciabilità non termina con l’acquisizione del bene: termina quando è possibile dimostrare correttamente quale sia stata la sua destinazione finale e quale trattamento fiscale sia stato applicato.
Fonti principali
Questa pubblicazione si basa principalmente sulla Legge sul Regime di Zone Franche n. 7210, sul relativo regolamento, sulla normativa emessa dalla Direzione Generale delle Imposte in relazione a TRIBU-CR, e sulla Risoluzione n. MH-DGT-RES-0018-2025.
Avviso professionale: questa pubblicazione ha carattere generale e non sostituisce l’analisi legale, contabile e tributaria delle circostanze specifiche di ciascun contribuente.
In HG Sertricon seguiamo costantemente la normativa applicabile al Regime di Zona Franca in Costa Rica. Per qualsiasi dubbio su come applicare questi criteri nella vostra impresa, contattateci.