Categoría: Zona Franca

  • Nazionalizzazione di beni acquistati localmente da imprese di Zona Franca in Costa Rica

    Le imprese operanti nel Regime di Zona Franca in Costa Rica possono acquistare determinati beni sul mercato locale avvalendosi delle esenzioni fiscali previste dalla Legge n. 7210 e dal relativo regolamento. Tuttavia, tale beneficio fiscale non significa che tali beni possano successivamente essere destinati liberamente al mercato nazionale senza valutarne le conseguenze fiscali.

    Quando un bene acquistato localmente con esenzione cessa di essere destinato al regime, oppure si intende disporne in condizioni che comportano la sua immissione nel mercato nazionale, può essere necessario liquidare le imposte originariamente non versate.

    Nella prassi, questo processo viene generalmente definito “nazionalizzazione” dei beni acquistati localmente.

    Perché esiste questa procedura

    Il Regime di Zona Franca consente ai propri beneficiari di acquistare determinati beni e servizi a condizioni fiscali speciali. La Legge n. 7210 riconosce importanti esenzioni per i beni necessari all’operatività delle imprese aderenti al regime, mentre il relativo regolamento disciplina gli acquisti effettuati sul mercato locale.

    Il punto fondamentale è che l’esenzione è collegata alla destinazione autorizzata del bene.

    Per questo motivo, quando tale destinazione cambia, non si dovrebbe presumere che l’esenzione originaria rimanga automaticamente valida.

    Lo stesso regolamento della Legge sul Regime di Zone Franche stabilisce che l’uso improprio di materie, merci o servizi esenti consente al Ministero delle Finanze di procedere alla liquidazione dei tributi non versati, oltre a esercitare le altre azioni previste dall’ordinamento giuridico.

    Non ogni acquisto locale richiede una nazionalizzazione

    Questo è probabilmente il punto più importante.

    Prima di avviare qualsiasi pratica, è necessario determinare come è stato acquisito il bene e cosa si intende farne.

    Non sono equivalenti le seguenti situazioni:

    • Vendere un bene in Costa Rica.
    • Trasferirlo a un’altra impresa beneficiaria del Regime.
    • Esportarlo.
    • Distruggerlo.
    • Restituirlo a un fornitore.
    • Dismettere inventario.
    • Disporre di un bene completamente ammortizzato.
    • Oppure disporre di un bene originariamente acquistato pagando tutte le imposte.

    Ad esempio, se il bene è stato acquistato localmente senza utilizzare un’esenzione, in linea di principio non vi sarebbero imposte originariamente esentate da liquidare in relazione a tale acquisto.

    Per questo motivo, la prima domanda non dovrebbe essere “come nazionalizziamo il bene?”, bensì:

    Questo bene è stato effettivamente acquisito utilizzando un’agevolazione fiscale, e qual è il trattamento giuridico applicabile al modo in cui ora intendiamo disporne?

    Questa distinzione evita liquidazioni non necessarie e, allo stesso tempo, riduce il rischio di disporre in modo scorretto di beni che restano soggetti al regime.

    Cosa verificare prima di presentare la richiesta

    Una revisione adeguata dovrebbe ricostruire almeno quattro elementi.

    • Origine del bene. Occorre identificare la fattura originale, il fornitore, la data di acquisto e il meccanismo utilizzato per applicare l’esenzione.
    • Beneficio fiscale ricevuto. Occorre determinare quale imposta o imposte non siano state versate originariamente.
    • Situazione attuale. Occorre stabilire se il bene rimane in inventario, è ancora un’immobilizzazione, è stato ammortizzato, è danneggiato, oppure sarà venduto, trasferito, distrutto o destinato a un altro uso.
    • Destinazione proposta. La conseguenza fiscale può variare sostanzialmente a seconda di ciò che accadrà al bene.

    Questa ricostruzione documentale è particolarmente importante perché le imprese di Zona Franca hanno obblighi specifici di controllo sui beni che beneficiano di esenzioni. L’articolo 19 della Legge n. 7210 richiede di mantenere registri delle operazioni relative a tali beni e di consentirne la verifica da parte delle autorità competenti.

    Come si gestisce attualmente la pratica

    Secondo le informazioni divulgate da PROCOMER e la normativa vigente della Direzione Generale delle Imposte (Dirección General de Tributación), la gestione avviene attualmente tramite l’Ufficio Virtuale del Sistema di Amministrazione Tributaria, TRIBU-CR.

    La pratica corrisponde alla:

    “Richiesta di verifica della liquidazione delle imposte esentate sugli acquisti locali.”

    La Risoluzione n. MH-DGT-RES-0018-2025, emessa dalla Direzione Generale delle Imposte, ha stabilito le linee guida per la presentazione di richieste, istanze e quesiti tributari tramite TRIBU-CR, sostituendo il precedente schema basato su TRAVI. La risoluzione è entrata in vigore con l’attivazione di TRIBU-CR nell’ottobre 2025.

    Ciò è rilevante perché esistono ancora documenti e riferimenti storici che menzionano TRAVI. Per le pratiche attuali occorre sempre verificare il canale vigente e non utilizzare automaticamente istruzioni precedenti.

    Cosa verifica l’Amministrazione Tributaria in questa procedura

    La pratica non dovrebbe essere intesa come una semplice autorizzazione a ritirare un bene dal regime.

    Il suo scopo è consentire all’Amministrazione Tributaria di verificare la liquidazione delle imposte originariamente esentate, quando applicabile.

    A seconda del caso, l’Amministrazione può quindi richiedere documentazione idonea a comprovare:

    • L’acquisizione originale.
    • L’esenzione applicata.
    • L’identificazione del bene.
    • L’imposta originariamente non versata.
    • La base utilizzata per effettuare la liquidazione.
    • La destinazione prevista per il bene.
    • E qualsiasi altro elemento necessario a validare il calcolo.

    La documentazione dovrebbe essere preparata prima di presentare la richiesta, e non ricostruita solo dopo una contestazione da parte dell’Amministrazione.

    Un bene completamente ammortizzato smette di generare imposte con la nazionalizzazione?

    Non necessariamente.

    Uno degli errori più frequenti è presumere che un bene completamente ammortizzato in contabilità possa essere ritirato dal regime senza conseguenze fiscali.

    L’ammortamento contabile e la determinazione delle imposte legate a un’esenzione seguono regole diverse.

    Avvertenza importante

    Il fatto che il valore contabile sia pari a zero non consente di concludere, da solo, che anche l’importo delle imposte da liquidare sia pari a zero.

    Occorre analizzare la norma applicabile al bene, il beneficio originariamente utilizzato e la metodologia appropriata per determinare l’obbligazione tributaria.

    Cosa succede se il bene viene venduto in Costa Rica

    Qui occorre distinguere tra due situazioni che vengono spesso confuse.

    Una cosa è la vendita al mercato locale di merci provenienti direttamente dal Regime di Zona Franca, per la quale esistono procedure doganali specifiche.

    Un’altra cosa è la dismissione di un bene originariamente acquistato localmente con esenzione.

    Il regolamento stabilisce che le vendite di beni da Zona Franca al territorio doganale nazionale sono soggette ai tributi e alle procedure proprie di un’importazione e, se applicabile, richiedono dichiarazioni doganali di uscita dal regime e di importazione definitiva.

    Tuttavia, tale regola non deve essere applicata automaticamente a tutti gli acquisti locali esentati. Il percorso corretto dipende dall’origine del bene e dall’operazione che si intende realizzare.

    Sei domande da rispondere prima di nazionalizzare

    Da un punto di vista di controllo tributario e di Zona Franca, prima di presentare una richiesta conviene rispondere a:

    1. Il bene è stato effettivamente acquisito con esenzione?
    2. Quale imposta o imposte sono state esentate?
    3. Il bene è correttamente identificato nei registri di Zona Franca e in contabilità?
    4. Cosa si intende fare esattamente con esso?
    5. Esiste una procedura alternativa applicabile — esportazione, trasferimento, distruzione o altro — invece della nazionalizzazione?
    6. La liquidazione preparata può essere riconciliata con la fattura originale, i registri contabili e i controlli del regime?

    Se una di queste risposte non è chiara, è opportuno chiarirla prima di presentare la pratica.

    Rischi spesso trascurati

    Il rischio di una nazionalizzazione errata non si limita all’importo dell’imposta.

    Può anche generare incoerenze tra:

    Contabilità ↔ registro cespiti ↔ inventario ↔ controllo beni esentati ↔ PROCOMER ↔ Amministrazione Tributaria.

    Questa mancanza di coerenza può emergere successivamente in una verifica fiscale, in una revisione di PROCOMER, in un audit finanziario o persino in un processo di due diligence.

    Per questo motivo, il fascicolo dovrebbe conservare non solo la richiesta presentata all’Amministrazione, ma anche la documentazione che spiega perché si è concluso che quella fosse la procedura corretta.

    Un controllo semplice può prevenire una futura contingenza

    Una buona pratica consiste nel mantenere un registro dedicato ai beni acquisiti in esenzione, che identifichi almeno i seguenti campi:

    Data di acquistoFornitoreFatturaDescrizioneN. cespite o matricolaImposta esentataUbicazioneStato attualeDestinazione finaleDocumento di liquidazione

    Ciò facilita notevolmente qualsiasi successivo processo di dismissione, nazionalizzazione, distruzione o trasferimento.

    Consente inoltre di dimostrare che l’impresa mantiene il controllo richiesto sui beni che beneficiano del regime.

    Conclusione

    La nazionalizzazione di beni acquistati localmente da un’impresa di Zona Franca non dovrebbe essere vista come una semplice formalità amministrativa.

    La procedura inizia molto prima di accedere a TRIBU-CR.

    Occorre prima confermare che il bene sia stato effettivamente acquisito utilizzando un’esenzione, determinare esattamente quale beneficio fiscale sia stato ricevuto e stabilire quale sarà la sua nuova destinazione.

    Solo successivamente si dovrebbe preparare la relativa liquidazione e presentare alla Direzione Generale delle Imposte la “Richiesta di verifica della liquidazione delle imposte esentate sugli acquisti locali”, seguendo le procedure attualmente in vigore su TRIBU-CR.

    La migliore prassi è mantenere una tracciabilità completa tra la fattura originale, l’esenzione, la registrazione del bene, la contabilità e la sua destinazione finale.

    In Zona Franca, la tracciabilità non termina con l’acquisizione del bene: termina quando è possibile dimostrare correttamente quale sia stata la sua destinazione finale e quale trattamento fiscale sia stato applicato.

    Fonti principali

    Questa pubblicazione si basa principalmente sulla Legge sul Regime di Zone Franche n. 7210, sul relativo regolamento, sulla normativa emessa dalla Direzione Generale delle Imposte in relazione a TRIBU-CR, e sulla Risoluzione n. MH-DGT-RES-0018-2025.

    Avviso professionale: questa pubblicazione ha carattere generale e non sostituisce l’analisi legale, contabile e tributaria delle circostanze specifiche di ciascun contribuente.

    In HG Sertricon seguiamo costantemente la normativa applicabile al Regime di Zona Franca in Costa Rica. Per qualsiasi dubbio su come applicare questi criteri nella vostra impresa, contattateci.

    English version here · Versión en español qui.

  • Nationalizing Locally Purchased Assets: Considerations for Costa Rican Free Trade Zone Companies

    Companies operating under Costa Rica’s Free Trade Zone Regime may purchase certain goods in the local market using the tax exemptions granted under Law No. 7210 and its implementing regulations. However, this tax benefit does not mean those goods can later be freely diverted to the domestic market without reviewing the tax consequences.

    When a locally purchased good that benefited from an exemption stops being used within the regime, or the company intends to dispose of it in a way that effectively brings it into the domestic market, it may be necessary to settle the taxes that were originally not paid.

    In local practice, this process is generally referred to as “nationalizing” locally purchased goods.

    Why does this procedure exist?

    The Free Trade Zone Regime allows its beneficiaries to purchase certain goods and services under special tax conditions. Law No. 7210 grants significant exemptions for goods required for the operation of companies under the regime, while its implementing regulations govern purchases made in the local market.

    The key point is that the exemption is tied to the good’s authorized use.

    For that reason, when that use changes, the original exemption should not be assumed to remain in place automatically.

    The regulations to the Free Trade Zone Law establish that improper use of exempt materials, goods or services allows the Ministry of Finance to settle the taxes that went unpaid, in addition to pursuing any other actions available under the law.

    Not every local purchase requires nationalization

    This is probably the most important point.

    Before starting any procedure, it is necessary to determine how the good was acquired and what is intended to be done with it.

    The following situations are not equivalent:

    • Selling an asset in Costa Rica.
    • Transferring it to another company under the regime.
    • Exporting it.
    • Destroying it.
    • Returning it to a supplier.
    • Writing off inventory.
    • Disposing of a fully depreciated asset.
    • Or disposing of a good that was originally purchased with all taxes paid in full.

    For example, if the good was purchased locally without using an exemption, there would, in principle, be no originally exempted taxes that need to be settled in connection with that purchase.

    For that reason, the first question should not be “how do we nationalize the asset?” but rather:

    Was this good actually acquired using a tax benefit, and what is the applicable legal treatment for the way we now intend to dispose of it?

    That distinction avoids unnecessary tax settlements and, at the same time, reduces the risk of improperly disposing of goods that remain subject to the regime.

    What should be reviewed before filing the request?

    A proper review should reconstruct at least four elements.

    • Origin of the good. The original invoice, supplier, purchase date and the mechanism used to apply the exemption must be identified.
    • Tax benefit received. Which tax or taxes were originally exempted must be determined.
    • Current status. Whether the good remains in inventory, is still a fixed asset, has been depreciated, is damaged, or will be sold, transferred, destroyed or put to another use must be established.
    • Proposed destination. The tax consequence can vary substantially depending on what will happen to the good.

    This documentary reconstruction is particularly important because Free Trade Zone companies have specific control obligations over goods that benefit from exemptions. Article 19 of Law No. 7210 requires keeping records of transactions involving those goods and allowing them to be audited by the competent authorities.

    How is it currently processed?

    According to information published by PROCOMER and current regulations issued by the Tax Administration (Dirección General de Tributación), the process is currently carried out through the Virtual Office of the Tax Administration System, TRIBU-CR.

    The procedure corresponds to the:

    “Request for verification of the settlement of exempted taxes on local purchases.”

    Resolution No. MH-DGT-RES-0018-2025, issued by the Dirección General de Tributación, established the guidelines for filing requests, petitions and tax inquiries through TRIBU-CR, replacing the previous scheme based on TRAVI. The resolution took effect with the rollout of TRIBU-CR in October 2025.

    This matters because historical documents and references to TRAVI are still in circulation. For current filings, the applicable channel should always be verified rather than relying automatically on older instructions.

    What does the Tax Administration do in this procedure?

    This procedure should not be understood as a simple authorization to remove an asset from the regime.

    Its purpose is to allow the Tax Administration to verify the settlement of taxes that were originally exempted, when applicable.

    Depending on the case, the Tax Administration may therefore request documentation to substantiate:

    • The original acquisition.
    • The exemption applied.
    • The identification of the good.
    • The tax originally unpaid.
    • The basis used to calculate the settlement.
    • The intended use of the asset.
    • And any other element necessary to validate the calculation.

    This documentation should be prepared before filing the request, not reconstructed only after the Tax Administration raises an objection.

    Does a fully depreciated asset stop generating taxes upon nationalization?

    Not necessarily.

    One of the most common mistakes is assuming that an asset fully depreciated for accounting purposes can be removed from the regime without tax consequences.

    Book depreciation and the determination of taxes linked to an exemption follow different rules.

    Important warning

    The fact that the book value is zero does not, by itself, mean that the amount of tax to be settled is also zero.

    The applicable rule for the good, the benefit originally used, and the appropriate methodology for determining the tax liability must all be analyzed.

    What happens if the good is sold in Costa Rica?

    Two situations that are frequently confused must be distinguished here.

    One is the sale, into the local market, of merchandise coming directly from the Free Trade Zone Regime, for which specific customs procedures exist.

    A different one is the disposal of a good that was originally purchased locally with an exemption.

    The regulations establish that sales of goods from a Free Trade Zone into the national customs territory are subject to the taxes and procedures applicable to an import and, when applicable, require customs declarations for exit from the regime and for definitive importation.

    However, that rule should not be automatically applied to every exempted local purchase. The correct path depends on the origin of the good and the transaction being carried out.

    Six questions we recommend answering before nationalizing

    From a tax and Free Trade Zone control standpoint, the following questions should be answered before filing a request:

    1. Was the good actually acquired with an exemption?
    2. Which tax or taxes were exempted?
    3. Is the good properly identified in the Free Trade Zone records and in the accounting records?
    4. What exactly is intended to be done with it?
    5. Is there an alternative applicable procedure — export, transfer, destruction or other — instead of nationalization?
    6. Can the settlement that was prepared be reconciled with the original invoice, the accounting records and the regime’s controls?

    If any of these answers is not clear, it is advisable to resolve it before filing the request.

    Risks that are often overlooked

    The risk of an incorrect nationalization is not limited to the amount of tax involved.

    It can also create inconsistencies between:

    Accounting records ↔ fixed asset ledger ↔ inventory ↔ exempted goods control ↔ PROCOMER ↔ Tax Administration.

    That lack of consistency can later surface in a tax audit, a PROCOMER review, a financial audit, or even a due diligence process.

    For that reason, the file should preserve not only the request filed with the Tax Administration, but also the documentation explaining why that was concluded to be the correct procedure.

    A simple control can prevent a future contingency

    A good practice is to maintain a dedicated log for goods acquired under exemption that identifies, at a minimum, the following fields:

    Purchase dateSupplierInvoiceDescriptionAsset or serial numberExempted taxLocationCurrent statusFinal destinationSettlement document

    This significantly facilitates any subsequent disposal, nationalization, destruction or transfer process.

    It also helps demonstrate that the company maintains the control required over goods that benefit from the regime.

    Conclusion

    Nationalizing goods purchased locally by a Free Trade Zone company should not be viewed as a simple administrative formality.

    The procedure begins well before logging into TRIBU-CR.

    It must first be confirmed that the good was in fact acquired using an exemption, exactly what tax benefit was received must be determined, and what its new destination will be must be established.

    Only afterward should the corresponding settlement be prepared and the “Request for verification of the settlement of exempted taxes on local purchases” be filed with the Dirección General de Tributación, following the procedures currently in force under TRIBU-CR.

    Best practice is to maintain full traceability between the original invoice, the exemption, the record of the good, the accounting entries, and its final disposition.

    In a Free Trade Zone, traceability does not end when the asset is acquired: it ends when the company can properly demonstrate what its final destination was and what tax treatment was applied.

    Main sources

    This publication is based primarily on the Free Trade Zone Regime Law No. 7210, its implementing regulations, the regulations issued by the Dirección General de Tributación in connection with TRIBU-CR, and Resolution No. MH-DGT-RES-0018-2025.

    Professional notice: This publication is general in nature and does not replace the legal, accounting and tax analysis of each taxpayer’s specific circumstances.

    At HG Sertricon we closely follow the regulations applicable to the Free Trade Zone Regime in Costa Rica. If you have questions about how to apply these criteria in your company, contact us.

    Versión en español aquí · Versione italiana qui.

  • Nacionalización de bienes adquiridos localmente por empresas de Zona Franca en Costa Rica

    Las empresas acogidas al Régimen de Zona Franca pueden adquirir determinados bienes en el mercado local utilizando las exoneraciones previstas por la Ley N.° 7210 y su normativa reglamentaria. Sin embargo, el beneficio fiscal no significa que esos bienes puedan posteriormente destinarse libremente al mercado nacional sin revisar sus consecuencias tributarias.

    Cuando un bien adquirido localmente con exoneración deja de estar afecto al régimen o se pretende disponer de él en condiciones que implican su incorporación al mercado nacional, puede ser necesario liquidar los impuestos que originalmente no fueron pagados.

    Este proceso suele denominarse, en la práctica, nacionalización de bienes adquiridos localmente.

    ¿Por qué existe este procedimiento?

    El Régimen de Zona Franca permite que sus beneficiarios adquieran determinados bienes y servicios bajo condiciones fiscales especiales. La Ley N.° 7210 reconoce importantes exenciones para los bienes necesarios para la operación de las empresas acogidas al régimen, mientras que su Reglamento regula las compras realizadas en el mercado local. Fuente: Procuraduría General de la República.

    El punto fundamental es que la exoneración está asociada al destino autorizado del bien.

    Por ello, cuando ese destino cambia, no debería asumirse que la exoneración original se mantiene automáticamente.

    El propio Reglamento de la Ley de Régimen de Zonas Francas establece que el uso indebido de materias, mercancías o servicios exentos permite al Ministerio de Hacienda proceder a la liquidación de los tributos dejados de pagar, además de ejercer las demás acciones previstas por el ordenamiento jurídico. Fuente: Procuraduría General de la República.

    No toda compra local requiere una nacionalización

    Este es probablemente el punto más importante.

    Antes de iniciar cualquier trámite debe determinarse cómo fue adquirido el bien y qué se pretende hacer con él.

    No es equivalente:

    • Vender un activo en Costa Rica.
    • Transferirlo a otra empresa beneficiaria del Régimen.
    • Exportarlo.
    • Destruirlo.
    • Devolverlo a un proveedor.
    • Retirar inventario.
    • Disponer de un activo totalmente depreciado.
    • O disponer de un bien que originalmente fue comprado pagando todos los impuestos.

    Por ejemplo, si el bien fue adquirido localmente sin utilizar una exoneración, en principio no existirían impuestos originalmente exonerados que deban ser posteriormente liquidados por esa compra.

    Por ello, la primera pregunta no debería ser “¿cómo nacionalizamos el activo?”, sino:

    ¿Este bien fue realmente adquirido utilizando un beneficio fiscal y cuál es el tratamiento jurídico aplicable a la forma en que ahora queremos disponer de él?

    Esa distinción evita liquidaciones innecesarias y, al mismo tiempo, reduce el riesgo de disponer incorrectamente de bienes que permanecen sometidos al régimen.

    ¿Qué debe revisarse antes de presentar la solicitud?

    Una revisión adecuada debería reconstruir al menos cuatro elementos.

    • Origen del bien. Debe identificarse la factura original, proveedor, fecha de adquisición y mecanismo utilizado para aplicar la exoneración.
    • Beneficio fiscal recibido. Debe determinarse qué impuesto o impuestos dejaron de pagarse originalmente.
    • Situación actual. Debe establecerse si el bien continúa en inventario, permanece como activo fijo, fue depreciado, se encuentra dañado, será vendido, transferido, destruido o destinado a otro uso.
    • Destino propuesto. La consecuencia tributaria puede variar sustancialmente dependiendo de lo que ocurrirá con el bien.

    Esta reconstrucción documental es especialmente importante porque las empresas de Zona Franca tienen obligaciones específicas de control sobre los bienes que disfrutan de exenciones. El artículo 19 de la Ley N.° 7210 exige mantener registros de las operaciones relativas a dichos bienes y permitir su fiscalización por las autoridades competentes. Fuente: Procuraduría General de la República.

    ¿Cómo se tramita actualmente?

    De acuerdo con la información divulgada por PROCOMER y con la normativa vigente de la Dirección General de Tributación, la gestión se realiza actualmente mediante la Oficina Virtual del Sistema de Administración Tributaria TRIBU-CR.

    El trámite corresponde a la:

    “Solicitud para la verificación de liquidación de impuestos exonerados en compras locales”.

    La Resolución N.° MH-DGT-RES-0018-2025, emitida por la Dirección General de Tributación, estableció los lineamientos para la presentación de solicitudes, peticiones y consultas tributarias mediante TRIBU-CR y sustituyó el esquema anterior basado en TRAVI. La resolución entró en vigor con la implementación de TRIBU-CR en octubre de 2025. Fuente: Procuraduría General de la República.

    Esto es relevante porque todavía existen documentos y referencias históricas que mencionan TRAVI. Para trámites actuales debe verificarse el canal vigente y no utilizar automáticamente instrucciones anteriores.

    ¿Qué hace Hacienda en este procedimiento?

    El trámite no debería entenderse como una simple autorización para retirar un activo.

    Su finalidad es permitir a la Administración Tributaria verificar la liquidación de los impuestos que fueron originalmente exonerados, cuando corresponda.

    Por ello, dependiendo del caso, Hacienda puede requerir documentación que permita comprobar:

    • La adquisición original.
    • La exoneración aplicada.
    • La identificación del bien.
    • El impuesto originalmente no pagado.
    • La base utilizada para efectuar la liquidación.
    • El destino que tendrá el activo.
    • Y cualquier otro elemento necesario para validar el cálculo.

    La documentación debería prepararse antes de presentar la solicitud, y no reconstruirse únicamente después de una prevención de la Administración.

    ¿Un activo depreciado deja de generar impuestos por nacionalización?

    No necesariamente.

    Uno de los errores más frecuentes es asumir que un activo completamente depreciado en la contabilidad puede retirarse del régimen sin consecuencias tributarias.

    La depreciación contable y la determinación de los impuestos vinculados con una exoneración responden a reglas diferentes.

    Advertencia importante

    Que el valor en libros sea cero no permite concluir, por sí solo, que el monto de impuestos por liquidar también sea cero.

    Debe analizarse la norma aplicable al bien, el beneficio originalmente utilizado y la metodología que corresponda para determinar la obligación tributaria.

    ¿Qué ocurre si el bien se vende en Costa Rica?

    Aquí debe distinguirse entre dos situaciones que frecuentemente se confunden.

    Una cosa es la venta al mercado local de mercancías provenientes directamente del Régimen de Zona Franca, situación para la cual existen procedimientos aduaneros específicos.

    Otra distinta es la disposición de un bien que originalmente fue comprado localmente con exoneración.

    El Reglamento establece que las ventas de bienes desde Zona Franca al territorio aduanero nacional se encuentran sujetas a los tributos y procedimientos propios de una importación y, cuando corresponda, requieren declaraciones aduaneras de salida del régimen y de importación definitiva. Fuente: Procuraduría General de la República.

    Sin embargo, esa regla no debe trasladarse automáticamente a todas las compras locales exoneradas. La ruta correcta depende del origen del bien y de la operación que se pretende realizar.

    Seis preguntas que recomendamos contestar antes de nacionalizar

    Desde una perspectiva de control tributario y de Zona Franca, antes de presentar una solicitud conviene responder:

    1. ¿El bien fue realmente adquirido con exoneración?
    2. ¿Qué impuesto o impuestos fueron exonerados?
    3. ¿El bien está correctamente identificado en los registros de Zona Franca y en la contabilidad?
    4. ¿Qué se pretende hacer exactamente con él?
    5. ¿Existe un procedimiento alternativo aplicable —exportación, transferencia, destrucción u otro— en lugar de nacionalización?
    6. ¿La liquidación preparada puede reconciliarse con la factura original, los registros contables y los controles del régimen?

    Si alguna de estas respuestas no está clara, resulta prudente resolverla antes de presentar el trámite.

    Riesgos que suelen pasar inadvertidos

    El riesgo de una nacionalización incorrecta no se limita al monto del impuesto.

    También puede generar inconsistencias entre:

    Contabilidad ↔ auxiliar de activos ↔ inventarios ↔ control de bienes exonerados ↔ PROCOMER ↔ Administración Tributaria.

    Esa falta de consistencia puede aparecer posteriormente en una auditoría fiscal, una revisión de PROCOMER, una auditoría financiera o incluso en un proceso de due diligence.

    Por ello, el expediente debería conservar no solamente la solicitud presentada a Hacienda, sino también la documentación que explica por qué se concluyó que ese era el procedimiento correcto.

    Un control sencillo puede evitar una contingencia futura

    Una buena práctica es mantener un registro específico para los bienes adquiridos bajo exoneración que permita identificar, como mínimo, los siguientes campos:

    Fecha de compraProveedorFacturaDescripciónN.° de activo o serieImpuesto exoneradoUbicaciónEstado actualDestino finalDocumento de liquidación

    Esto facilita significativamente cualquier proceso posterior de disposición, nacionalización, destrucción o transferencia.

    También permite demostrar que la empresa mantiene el control exigido sobre los bienes beneficiados por el régimen.

    Conclusión

    La nacionalización de bienes comprados localmente por una empresa de Zona Franca no debería verse como un simple trámite administrativo.

    El procedimiento comienza mucho antes de ingresar a TRIBU-CR.

    Primero debe confirmarse que el bien fue efectivamente adquirido utilizando una exoneración, determinarse exactamente cuál fue el beneficio fiscal recibido y establecerse cuál será su nuevo destino.

    Solo después debería prepararse la liquidación correspondiente y presentar ante la Dirección General de Tributación la Solicitud para la verificación de liquidación de impuestos exonerados en compras locales, siguiendo los procedimientos vigentes en TRIBU-CR. Fuente: Procuraduría General de la República.

    La mejor práctica es mantener una trazabilidad completa entre la factura original, la exoneración, el registro del bien, la contabilidad y su disposición final.

    En Zona Franca, la trazabilidad no termina cuando se adquiere el activo: termina cuando puede demostrarse correctamente cuál fue su destino final y cuál fue el tratamiento tributario aplicado.

    Fuentes principales

    La publicación se fundamenta principalmente en la Ley de Régimen de Zonas Francas N.° 7210, su Reglamento, la normativa de la Dirección General de Tributación relacionada con TRIBU-CR y la Resolución N.° MH-DGT-RES-0018-2025.

    Aviso profesional: Esta publicación es de carácter general y no sustituye el análisis legal, contable y tributario de las circunstancias particulares de cada contribuyente.

    En HG Sertricon damos seguimiento constante a la normativa aplicable al Régimen de Zona Franca en Costa Rica. Si tiene dudas sobre cómo aplicar estos criterios en su empresa, contáctenos.

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  • ACTIVOS TANGIBLES BAJO REGIMEN DE ZONA FRANCA, POSTERIOR VENTA O ALQUILER

    El Régimen de Zonas Francas genera una serie de beneficios fiscales para las empresas que pertenecen al mismo luego de un proceso de inversión y solicitud de ingreso, entre ellos encontramos la adquisición de bienes y servicios sin el pago de tributos en la medida en que se incorpore su uso a la producción bajo el Régimen indicado.

    Es importante destacar que en el momento en que los bienes que han sido adquiridos previamente por medio del Régimen indicado van a ser descartados sea porque han sufrido deterioro o están en proceso de venta o alquiler se da un procedimiento especifico que va más allá del tributario ya existente para los obligados que se encuentran bajo un régimen tradicional.

    Así las cosas, la empresa beneficiaria del Régimen de Zona Franca puede donarlos, de conformidad con los artículos 50, 51 y 109 del Reglamento a la Ley de Régimen de Zonas Francas, Decreto Ejecutivo N° 34739 de 29 de agosto de 2008 y sus reformas, a un ente municipal u otro debidamente inscrito, según el párrafo final del artículo 109 del Reglamento; o bien podrá sacarlos del régimen utilizando el valor económico de la transacción y sobre dicho valor se deben liquidar los tributos que correspondan.

    Ahora bien, en caso de que la venta o cesión de bienes se dé entre beneficiarios del Régimen de Zona Franca, debe utilizarse la declaración aduanera, aun y cuando los beneficiarios se ubiquen dentro del mismo Parque de Zona Franca, según el artículo 98 del Reglamento a la Ley del Régimen de Zonas Francas, Decreto Ejecutivo N°34739 del 29 de agosto de 2008.

    Para efectos de liquidar los tributos de los bienes sometidos a depreciación, debemos tener claro que el Reglamento a la Ley del Régimen de Zonas Francas en su articulo 76 bis indica lo siguiente:

    “Artículo 76 bis. -Depreciación aplicable para liquidar los tributos exonerados sobre la adquisición de bienes locales. Procede la depreciación sobre aquellos bienes enlistados en el Anexo Nº 2 del Reglamento a la Ley del Impuesto sobre la Renta

    No procede aplicar depreciación cuando las áreas construidas, ampliadas o remodeladas no pertenezcan al beneficiario.

    En el caso de bienes totalmente depreciados con valor económico, se debe utilizar como base para el cálculo de los impuestos a liquidar el valor residual del mismo.”

    Según lo anterior, aun y cuando los bienes se encuentren totalmente depreciados, en el momento de la venta o cesión, deberá identificarse un valor que servirá de base para determinar los tributos a cancelar. Ese valor que se denomina como económico será el valor residual o bien el valor pactado para efectos de la transacción entre las partes. Por tanto, la duda concerniente a la diferencia y si la hay entre valor económico, residual, de rescate queda aclarada de conformidad con la DGT-108-2021.

    Pero el procedimiento no termina ahí, sino que implica al ser dados de baja los bienes no deberán permanecer dentro del Régimen:

    “… Al liquidarse los impuestos, estos bienes salen de la esfera del RZF y no pueden permanecer dentro del Parque de Zona Franca ni dentro de las instalaciones de un beneficiario del RZF, ya que no es factible mezclar bienes exentos en Zona Aduanera Primaria con bienes introducidos al mercado nacional o Zona Aduanera Secundaria. Así lo establece la resolución de la Dirección General de Tributación en consuno con la Dirección General de Hacienda, N° DGH-054-2018 y DGT-R-035-2018 de las 08:05 horas del 18 de julio de 2018, que estableció el procedimiento para aplicar la tarifa y pago de dichos tributos; según lo establecido en el artículo 5 inciso B que dispone:

    Artículo 5º—Requisitos a aportar establecidos en cada régimen, según la normativa que otorgó la exoneración.

    (…)
    B. Si el beneficiario se ampara en la Ley de Régimen de Zona Franca y su Reglamento y se pretende liquidar el Impuesto General sobre las Ventas y el Impuesto Selectivo de Consumo sobre bienes o materiales adquiridos en el mercado nacional e introducidos en la zona franca, en los supuestos previstos en los numerales 29, 38, 39, 40, 45, 53 bis, 54, 55, 58, 62, 63, 64, 75, 76, 78 y 104 del Reglamento a dicha ley, lo siguiente:
    (…)
    2) Cuando se trate de bienes muebles que estaban amparados al Régimen de Zona Franca y que van a ser desafectados para su ingreso en el mercado local, tales como sillas, computadoras, vehículos, unidades de transporte, etc., el beneficiario presentará la siguiente documentación:
    2.1) Factura original de la compra del bien.
    2.2) En ausencia de la factura, el cálculo se realizará sobre el precio del bien a la fecha de la liquidación sin aplicar depreciación alguna, respaldado por una factura proforma.”
    …”

    Es importante mencionar que el procedimiento indicado, de la misma forma que para los obligados bajo el régimen tradicional; debe ser documentado de forma exhaustiva porque el mismo será sometido a revisión tanto en las auditorias de cumplimiento que realiza el Régimen como por la DGT cuando así lo considere pertinente.

  • Alcance de la exención en Zona Franca

    Es muy común escuchar que las empresas acogidas al régimen de Zonas Francas se encuentran exentos del pago de impuestos y tasas, y a través del tiempo esta interpretación ha sido generalizada y aplicada indistintamente.

    Sin embargo, no reviste de realidad el refrán que dice que la costumbre hace ley, puesto que en materia tributaria no estamos ante usos y costumbres, y adyacente a la norma que es la que determina el deber y la forma, siempre podemos encontrar la moderna interpretación de esta y su alcance, realizada dicha interpretación por las autoridades tributarias.

    Es por lo anterior, que ante el menor cambio normativo sea vía norma en su ley o decreto, o bien la vía jurisprudencial o resolución, es menester no pausar la aplicación del concepto tributario sino analizarla a la luz del nuevo suceso y verter los cambios cuando estos surgen, entendiendo que es a partir de ese mismo momento que las circunstancias obligan a tal giro.

    La Ley 7210 Ley del Régimen de Zonas Francas en su artículo primero, define características de los beneficiarios y el Reglamento a dicha norma en su artículo 17 delimita actividades establecidas para dicho régimen.  Es así, como las personas jurídicas que cumplan con lo indicado por la Ley y su Reglamento podrán acceder a una serie de beneficios y exenciones que la normativa vigente les otorga.

    Lo primero que debemos entender, es que en el caso que nos atañe estamos ante una exención subjetiva que no es otra cosa que la que se otorga por el sujeto que realiza el hecho imponible, en este caso particular el sujeto es el beneficiario de Zona Franca que al realizar un hecho imponible como lo es la adquisición de un bien o servicio estará, podría decirse, exento en el pago por ejemplo del Impuesto al Valor Agregado en dicha transacción.  Pero, la transacción no puede analizarse únicamente desde el punto de vista de una exención subjetiva, porque no siempre termina ahí.

    El siguiente componente del análisis, es la existencia de una exención objetiva, en cuyo caso no depende ya solo de que sea un beneficiario de la Zona Franca, sino de la actividad que se realiza.  Podemos decir que estamos ante dos escenarios que no se excluyen entre sí, sino que por el contrario se entrelazan, dicha exención esta por un lado destinada a la producción de bienes y servicios para la exportación y por otra parte a la adquisición de bienes y servicios que deben, y aquí subyace la relativa importancia del análisis en la aplicación de la exención, ser utilizados por los beneficiarios del régimen.

    Por consiguiente, si bien podría considerarse exenta en el pago de impuestos desde el punto de vista subjetivo la adquisición por parte de un beneficiario del régimen; esta misma podría no serlo desde el punto de vista objetivo de la exención, obligando la última a la cancelación del impuesto en cuestión.  Cobra rigor la revisión previa de cada transacción que el beneficiario del régimen realiza no solo para sí mismo, sino para coordinar adecuadamente con sus proveedores estas particularidades.